Posted tagged ‘pubblicità’

Comunicare il lusso

luglio 13, 2011

In questi giorni ho dovuto elaborare un naming di prodotto per un nuovo articolo di lusso assolutamente innovativo ed originale. Del prodotto ovviamente non posso dirvi ancora nulla perchè la faccenda è altamente top secret, ma posso condividere con voi le mie osservazioni relative alla comunicazione relativa ai prodotti di lusso.

Il lusso accessibile

Il primo ragionamento che mi sono trovata a fare è che nonostante tutti si lamentino che “c’è crisi”, i beni di lusso non tramontano mai, anzi trovano spazi e mercati sempre maggiori anche tra quelle fasce di consumatori che mediamente non potrebbero avere accesso ai beni di lusso. Come può succedere ciò? Ma è semplice. In primo luogo, i prodotti di lusso spopolano tra specifiche categorie di persone, che preferiscono (esageriamo) tenere il frigo vuoto per due mesi, attendere l’apertura dei saldi di stagione o far pressione su genitori/mariti/fidanzati pur di accaparrarsi l’oggetto dei propri desideri: penso alle teenager che si invaghiscono di una borsa Louis Vuitton fino a farne un oggetto di culto e uno status symbol al quale è impossibile rinunciare. In secondo luogo, le grandi imprese operanti nel settore del lusso hanno scelto di intraprendere strategie di marketing per così dire “democratiche”, andando ad offrire anche alle fasce di consumatori meno facoltosi una serie di prodotti relativamente low cost, capaci di soddisfare desideri e velleità di possesso del lusso anche in fasce di utenza più basse. Se alla prima osservazione fa capo un bisogno di porre in primo piano le apparenze e di sottolineare il bisogno di appartenenza ad uno specifico gruppo (le mie amiche ce l’hanno, devo averlo assolutamente anch’io-> motivazione eterodiretta), la seconda riflessione è da ricondurre ad un semplice ma impattante bisogno di autogratificazione (sgobbo tutto l’anno, quindi me lo merito->motivazione autodiretta). I prodotti di lusso che rispondono a queste due dinamiche che potremmo definire psicologiche sono ovviamente realizzati in serie. Non stiamo parlando della griffe, del prodotto unico nel suo genere e presumibilmente realizzato a mano, e nemmeno delle cosiddette limited edition (alle quali, per darsi un tono, oggi si ispirano anche le imprese operanti nel campo alimentare o cosmetico, – pensiamo alla coca cola in limited edition – ma questa è tutta un’altra storia della quale parlerò in un’altra occasione): ci riferiamo a prodotti che, pur essendo di alto profilo e di ottima qualità, sono realizzati in serie.

Quale lusso comunicare?

La domanda allora sorge spontanea: la pubblicità relativa ai beni di lusso si occupa solitamente di tutti i beni di lusso – prodotti unici, edizioni limitate e prodotti realizzati in serie – oppure promuove solamente una di queste tipologie? Ovviamente la risposta è che sono i prodotti realizzati in serie ad essere oggetto di comunicazione pubblicitaria, mentre per le altre due tipologie, quelle destinate a target particolarmente elevati e di nicchia, spesso si predilige un passaparola spontaneo.

Le comunicazioni pubblicitarie dei beni di lusso: un sogno che diventa realtà

Le comunicazioni pubblicitarie relative ai beni di lusso solitamente lavorano sulla psicologia e sull’emotività dello “spettatore” per trasportarlo nel mondo dei suoi sogni, un mondo dorato (spesso nel vero senso della parola), sofisticato e ricercato, dove l’oggetto dei desideri, quello che si va a promuovere, campeggia emanando prestigio, carattere, eleganza. Sarà compito del nostro istinto, poi, comprendere che chi possiede tale oggetto vive, o per lo meno cercherà di creare attorno a sè, un ambiente fatto del medesimo stile, della medesima eleganza e ricercatezza. Immaginiamo un’elegantissima e costosissima valigetta in pelle posata sul divanetto di uno yacht; accanto a lei un uomo di successo, ben vestito; sullo sfondo, il mare cristallino. Nessuno ci ha detto nulla di più di quella valigetta, ma istintivamente capiamo che chi la possiede si potrà istantaneamente calare in quell’atmosfera, in quel mood, in quel piccolo grande sogno che, grazie all’acquisto del prodotto oggetto di promozione, può diventare almeno in parte realtà.

Altri fattori relativi alla comunicazione del lusso

Oltre al meccanismo del sogno che diventa realtà, che fa leva sulla psicologia di un consumatore desideroso di vivere un piccolo film (proprio come certe soap che probabilmente ha visto in tv), vi sono altre dinamiche che sicuramente funzionano relativamente alla comunicazione dei beni di lusso. In primo luogo, funziona fare leva sui concetti di esclusività e limitatezza; seguono i concetti di durata nel tempo ed alta qualità; infine, non sbagliano mai le campagne che puntano sull’emotività del consumatore.

E il prezzo?

Comunicare il lusso spesso significa anche esplicitare in modo più o meno diretto il prezzo di un prodotto. La massa che si aggiudica un prodotto di lusso – anche se seriale – ama sottolinearne il prezzo per darsi un tono e mostrare agli altri – amici e conoscenti – le proprie possibilità economiche e il proprio reale o supposto status. Un atteggiamento che combina autogratificazione, come si diceva poco più sopra, ad esibizionismo.

E voi, siete pronti a farvi incantare dalla prossima pubblicità dei beni di lusso? O dopo aver letto questo articolo non vi farete più abbagliare da promesse di grandi balzi nella scala sociale fatte da pubblicità di penne, orologi, valigette e automobili?

Ilaria Scremin – Copywriter – Web Content Manager – Translator

Sofa IKEA. Prezzi fissi tutto l’anno

luglio 12, 2011

Oggi mi sono casualmente imbattuta in una pubblicità della nota catena di mobilifici svedesi IKEA, famosa per i suoi prezzi abbordabili, per il suo stile easy e per la facilità di montaggio. Si tratta della pubblicità di un divano, il cui prezzo Ikea promette che rimarrà inalterato per tutto l’anno. A tal punto che ha letteralmente cucito il cartellino del prezzo al divano. Sulle prime non l’avevo capita, ma poi devo dire che l’ho trovata simpatica.

E a proposito di IKEA, vi siete mai domandati da dove vengono i nomi dei prodotti? Io personalmente li ho sempre trovati simpatici e, a loro modo, musicali, ed ho sempre pensato che dietro questi nomi doveva esserci qualche tipo di logica. Oggi l’ho scoperto leggendo una rivista dedicata al mondo della comunicazione, e pertanto mi piace l’idea di condividere con voi questa scoperta! Come vedete qui sotto, il naming è una vera e propria scienza…

  • Arredamenti per il giardino: isole svedesi
  • Articoli per bambini: mammiferi, uccelli, aggettivi
  • Articoli per il bagno: fiumi, laghi e baie scandinave
  • Biancheria da letto, coperte e cuscini: fiori, piante, pietre preziose, parole legate al dormire e al comfort
  • Cucine: termini grammaticali
  • Divani, tavolini e scaffali: toponimi svedesi
  • Illuminazione: parole legate a musica, chimica, meteorologia, unità di misura, stagioni, mesi, giorni, imbarcazioni
  • Letti e guardaroba: toponimi norvegesi
  • Librerie: professioni
  • ecc ecc…

Ilaria Scremin – Copywriter – Web Content Manager – Translator

Pubblicità e cibo, un’accoppiata non proprio perfetta…

settembre 27, 2009

Il gruppo tedesco Pundo3000 ha recentemente proposto al suo pubblico una selezione di 100 immagini di prodotti alimentari paragonandoli alle immagini pubblicitarie che li presentano. Va da sè che la realtà è ben diversa dal patinato mondo della pubblicità….

A noi italiani probabilmente potrebbero far particolarmente specie le immagini relative ai piatti a base di pastasciutta

avatar Ilaria Scremin – Copywriter – Web Content Manager – Translator

Foto con gaffe per Microsoft?

agosto 27, 2009

Vi riporto pari pari una notizia di oggi:

la Microsoft è stata accusata di razzismo per aver sostituito in una pubblicità l’immagine di un impiegato di colore con un uomo bianco. La fotografia, che mostra alcuni dipendenti seduti attorno a un tavolo (tra cui una donna bianca e un asiatico), appariva sulla versione statunitense del sito della compagnia. Nella stessa immagine presente sul sito polacco, l’uomo di colore è stato sostituito da un uomo bianco. I blogger si sono accorti del fotoritocco anche perché le mani dell’uomo erano rimaste scure. In poco tempo, l’immagine modificata ha invaso la rete. La Microsoft ha subito provveduto a cancellare la fotografia incriminata e ha avviato un’indagine interna per scoprire i responsabili.

Ed ecco le 2 foto in questione:

Immagine 1

Immagine 2

Pensate che un colosso come Microsoft possa commettere uno scivolone del genere? Solitamente in qualunque azienda della portata di Microsoft qualunque minima azione connessa con la definizione dell’immagine aziendale viene studiata e definita con cura. A me personalmente tutto ciò sembra molto strano…voi che ne pensate?

Restando in tema…

novembre 21, 2008

Ormai è chiaro a tutti che una delle carte vincenti per interessare il pubblico televisivo con uno spot (ed evitare che si metta a fare zapping) è il saper far divertire. Più i contenuti sono divertenti insomma, e più lo spot non solo verrà guardato ma anche rimarrà impresso nella memoria dello spettatore.

avatar3 Ilaria Scremin – Copywriter e Web Content Manager

Durex presenta: la nonna e il vibratore

novembre 21, 2008

Trovo particolarmente indovinata questa pubblicità della Durex; in questo caso i pubblicitari hanno saputo proporre un prodotto che nella nostra cultura viene considerato un tabù sdrammatizzando l’imbarazzo che esso solitamente genera. Intelligente anche l’idea di coinvolgere una categoria sociale – le nonne! – normalmente lontana dall’uso di questo genere di prodotto. In poche parole: si può parlare di tutto, basta scegliere i contenuti ed i modo giusti per farlo!

avatar2 Ilaria Scremin – Copywriter e Web Content Manager

L’ora di punta!

novembre 12, 2008

danza

Complimenti alla coppia creativa!

avatar1Ilaria Scremin – Copywriter e Web Content Manager