Spot Vivident, quanto clamore!

Pubblicato luglio 25, 2011 di 8secondi
Categorie: Spot TV

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Da quando è in circolazione, il nuovo spot della Vivident sta facendo molto parlare di sè, nel bene e soprattutto nel male. Uno spot che in Olanda è stato ritenuto simpatico e innocente (perchè anche se l’agenzia Selection che l’ha realizzato per conto della Perfetti Van Melle è milanese, i creativi sono olandesi), qui nel Bel Paese sta alzando veri e propri polveroni.

Per primi si sono scandalizzati i transessuali e la comunità gay, che al sentire la frase “io non sono tuo padre, sono tua madre”, si sono sentiti presi in causa  e presi in giro: lo spot metterebbe in ridicolo un transgender trasformandolo in una ridicola macchietta e tratterebbe il tema della transessualità in modo buffo e superficiale.

Poi è stata la volta del Moige – Movimento Italiano Genitori, che ha raccolto (a suo dire) centinaia di testimonianze di genitori che hanno protestato per le immagini “scioccanti” viste nello spot, che tra l’altro passa in fascia protetta.

L’errore non è stato nel contenuto, ma nel mezzo

Insomma, lo stile demenziale e un pò nonsense degli olandesi non è proprio andato giù agli italiani. Io personalmente non lo trovo poi così scandaloso o scioccante (in tv si vede moooooolto di peggio ogni giorno); lo trovo semplicemente inadatto. A mio avviso l’errore non è stato nel contenuto, ma nella scelta del mezzo. Uno spot così ridicolo – destinato in maniera evidente sia per lo stile sia per il tipo di prodotto pubblicizzato ad un pubblico di nicchia – sarebbe dovuto passare forse sul web. E’ proprio sul web che il target di questo spot – i teenager, che sicuramente non sono nè turbati, nè offesi – si muovono con maggiore disinvoltura; ed è proprio il web che è maggiormente pronto a recepire questo genere di contenuti pubblicitari. Il mezzo televisione forse non è stato del tutto indovinato.

Intanto, se non vi scandalizzate, vedetevi lo spot:

Comunicare il lusso

Pubblicato luglio 13, 2011 di 8secondi
Categorie: I miei articoli

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In questi giorni ho dovuto elaborare un naming di prodotto per un nuovo articolo di lusso assolutamente innovativo ed originale. Del prodotto ovviamente non posso dirvi ancora nulla perchè la faccenda è altamente top secret, ma posso condividere con voi le mie osservazioni relative alla comunicazione relativa ai prodotti di lusso.

Il lusso accessibile

Il primo ragionamento che mi sono trovata a fare è che nonostante tutti si lamentino che “c’è crisi”, i beni di lusso non tramontano mai, anzi trovano spazi e mercati sempre maggiori anche tra quelle fasce di consumatori che mediamente non potrebbero avere accesso ai beni di lusso. Come può succedere ciò? Ma è semplice. In primo luogo, i prodotti di lusso spopolano tra specifiche categorie di persone, che preferiscono (esageriamo) tenere il frigo vuoto per due mesi, attendere l’apertura dei saldi di stagione o far pressione su genitori/mariti/fidanzati pur di accaparrarsi l’oggetto dei propri desideri: penso alle teenager che si invaghiscono di una borsa Louis Vuitton fino a farne un oggetto di culto e uno status symbol al quale è impossibile rinunciare. In secondo luogo, le grandi imprese operanti nel settore del lusso hanno scelto di intraprendere strategie di marketing per così dire “democratiche”, andando ad offrire anche alle fasce di consumatori meno facoltosi una serie di prodotti relativamente low cost, capaci di soddisfare desideri e velleità di possesso del lusso anche in fasce di utenza più basse. Se alla prima osservazione fa capo un bisogno di porre in primo piano le apparenze e di sottolineare il bisogno di appartenenza ad uno specifico gruppo (le mie amiche ce l’hanno, devo averlo assolutamente anch’io-> motivazione eterodiretta), la seconda riflessione è da ricondurre ad un semplice ma impattante bisogno di autogratificazione (sgobbo tutto l’anno, quindi me lo merito->motivazione autodiretta). I prodotti di lusso che rispondono a queste due dinamiche che potremmo definire psicologiche sono ovviamente realizzati in serie. Non stiamo parlando della griffe, del prodotto unico nel suo genere e presumibilmente realizzato a mano, e nemmeno delle cosiddette limited edition (alle quali, per darsi un tono, oggi si ispirano anche le imprese operanti nel campo alimentare o cosmetico, – pensiamo alla coca cola in limited edition – ma questa è tutta un’altra storia della quale parlerò in un’altra occasione): ci riferiamo a prodotti che, pur essendo di alto profilo e di ottima qualità, sono realizzati in serie.

Quale lusso comunicare?

La domanda allora sorge spontanea: la pubblicità relativa ai beni di lusso si occupa solitamente di tutti i beni di lusso – prodotti unici, edizioni limitate e prodotti realizzati in serie – oppure promuove solamente una di queste tipologie? Ovviamente la risposta è che sono i prodotti realizzati in serie ad essere oggetto di comunicazione pubblicitaria, mentre per le altre due tipologie, quelle destinate a target particolarmente elevati e di nicchia, spesso si predilige un passaparola spontaneo.

Le comunicazioni pubblicitarie dei beni di lusso: un sogno che diventa realtà

Le comunicazioni pubblicitarie relative ai beni di lusso solitamente lavorano sulla psicologia e sull’emotività dello “spettatore” per trasportarlo nel mondo dei suoi sogni, un mondo dorato (spesso nel vero senso della parola), sofisticato e ricercato, dove l’oggetto dei desideri, quello che si va a promuovere, campeggia emanando prestigio, carattere, eleganza. Sarà compito del nostro istinto, poi, comprendere che chi possiede tale oggetto vive, o per lo meno cercherà di creare attorno a sè, un ambiente fatto del medesimo stile, della medesima eleganza e ricercatezza. Immaginiamo un’elegantissima e costosissima valigetta in pelle posata sul divanetto di uno yacht; accanto a lei un uomo di successo, ben vestito; sullo sfondo, il mare cristallino. Nessuno ci ha detto nulla di più di quella valigetta, ma istintivamente capiamo che chi la possiede si potrà istantaneamente calare in quell’atmosfera, in quel mood, in quel piccolo grande sogno che, grazie all’acquisto del prodotto oggetto di promozione, può diventare almeno in parte realtà.

Altri fattori relativi alla comunicazione del lusso

Oltre al meccanismo del sogno che diventa realtà, che fa leva sulla psicologia di un consumatore desideroso di vivere un piccolo film (proprio come certe soap che probabilmente ha visto in tv), vi sono altre dinamiche che sicuramente funzionano relativamente alla comunicazione dei beni di lusso. In primo luogo, funziona fare leva sui concetti di esclusività e limitatezza; seguono i concetti di durata nel tempo ed alta qualità; infine, non sbagliano mai le campagne che puntano sull’emotività del consumatore.

E il prezzo?

Comunicare il lusso spesso significa anche esplicitare in modo più o meno diretto il prezzo di un prodotto. La massa che si aggiudica un prodotto di lusso – anche se seriale – ama sottolinearne il prezzo per darsi un tono e mostrare agli altri – amici e conoscenti – le proprie possibilità economiche e il proprio reale o supposto status. Un atteggiamento che combina autogratificazione, come si diceva poco più sopra, ad esibizionismo.

E voi, siete pronti a farvi incantare dalla prossima pubblicità dei beni di lusso? O dopo aver letto questo articolo non vi farete più abbagliare da promesse di grandi balzi nella scala sociale fatte da pubblicità di penne, orologi, valigette e automobili?

Ilaria Scremin – Copywriter – Web Content Manager – Translator

Sofa IKEA. Prezzi fissi tutto l’anno

Pubblicato luglio 12, 2011 di 8secondi
Categorie: Naming

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Oggi mi sono casualmente imbattuta in una pubblicità della nota catena di mobilifici svedesi IKEA, famosa per i suoi prezzi abbordabili, per il suo stile easy e per la facilità di montaggio. Si tratta della pubblicità di un divano, il cui prezzo Ikea promette che rimarrà inalterato per tutto l’anno. A tal punto che ha letteralmente cucito il cartellino del prezzo al divano. Sulle prime non l’avevo capita, ma poi devo dire che l’ho trovata simpatica.

E a proposito di IKEA, vi siete mai domandati da dove vengono i nomi dei prodotti? Io personalmente li ho sempre trovati simpatici e, a loro modo, musicali, ed ho sempre pensato che dietro questi nomi doveva esserci qualche tipo di logica. Oggi l’ho scoperto leggendo una rivista dedicata al mondo della comunicazione, e pertanto mi piace l’idea di condividere con voi questa scoperta! Come vedete qui sotto, il naming è una vera e propria scienza…

  • Arredamenti per il giardino: isole svedesi
  • Articoli per bambini: mammiferi, uccelli, aggettivi
  • Articoli per il bagno: fiumi, laghi e baie scandinave
  • Biancheria da letto, coperte e cuscini: fiori, piante, pietre preziose, parole legate al dormire e al comfort
  • Cucine: termini grammaticali
  • Divani, tavolini e scaffali: toponimi svedesi
  • Illuminazione: parole legate a musica, chimica, meteorologia, unità di misura, stagioni, mesi, giorni, imbarcazioni
  • Letti e guardaroba: toponimi norvegesi
  • Librerie: professioni
  • ecc ecc…

Ilaria Scremin – Copywriter – Web Content Manager – Translator

Carissimi lettori

Pubblicato giugno 20, 2011 di 8secondi
Categorie: News

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Carissimi lettori,

ebbene sì, sono ancora viva!

Avevo bisogno di una lunga pausa, che mi ha portato nuovi stimoli lavorativi, nuovi interessi, nuovi pensieri e nuovi modi di vedere il mondo. Ma soprattutto, questa pausa mi ha portato una meravigliosa bimba di nome Alice.

Oggi Alice ha 1 anno e 8 denti.

8, proprio come i miei famosi secondi….

Da oggi si riparte alla grande allora: rimanete sintonizzati se vi va di leggere ancora le mie curiosità e le mie critiche sul mondo della pubblicità e sulla società in cui viviamo.🙂

Un abbraccio a tutti

La vostra copy di sempre,

Ilaria Scremin – Copywriter – Translator – Web Content Manager

La chicca del mattino…

Pubblicato settembre 29, 2009 di 8secondi
Categorie: I Refusi del Corriere

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Ecco la “chicca” del mattino, proveniente direttamente dalla home page del Corriere…Non credo sia necessario commentare oltre…

avatar Ilaria Scremin – Copywriter – Web Content Manager – Translator

Pubblicità e cibo, un’accoppiata non proprio perfetta…

Pubblicato settembre 27, 2009 di 8secondi
Categorie: Print Advertising

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Il gruppo tedesco Pundo3000 ha recentemente proposto al suo pubblico una selezione di 100 immagini di prodotti alimentari paragonandoli alle immagini pubblicitarie che li presentano. Va da sè che la realtà è ben diversa dal patinato mondo della pubblicità….

A noi italiani probabilmente potrebbero far particolarmente specie le immagini relative ai piatti a base di pastasciutta

avatar Ilaria Scremin – Copywriter – Web Content Manager – Translator

Tutti al CASTIN!!!

Pubblicato settembre 22, 2009 di 8secondi
Categorie: I Refusi di Repubblica

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Era tanto tempo che non vi segnalavo gli strafalcioni trovati in giro per la rete ed in particolare nei siti dei quotidiani sui quali leggo ogni mattina le notizie – in primo luogo perchè è veramente PIENO e non posso passarmi le giornate a caccia di errori, in secondo luogo perchè temevo di annoiarvi….be oggi non ho potuto esimermi, perchè questo merita veramente! E come vedete dalle immagini, è ripetuta per ben due volte eheh….un mini corso di inglese per tutti no????
Immagine 6
Immagine 7

Ad ogni modo, quella del terremoto di intensità 6 GRADI CENTIGRADI non la batte nessuno….

avatar Ilaria Scremin – Copywriter – Web Content Manager – Translator


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